Scrivere un libro può fa perdere il lavoro

Scrivere un libro ti può fa perdere il lavoro. E’ quello che è successo a Simone Regazzoni (docente a contratto di storia economica della cultura in Cattolica) che, dopo aver pubblicato “Pornosofia” (edito da Ponte delle Grazie) ha ricevuto il ben servito dall’Università Cattolica. Nonostante l’Università lo tenga ancora sulle spine, dopo l’sms ricevuto dalla coordinatrice dei corsi secondo cui l’autore “Ci ha creato grossi problemi”, Regazzoni non ha dubbi ed è convinto che il suo contratto non verrà rinnovato.

La sua colpa? Aver messo in cattiva luce la Cattolica. Nonostante nella biografia dell’autore non comparisse la sua vera professione, la stampa lo ha riconosciuto e ha ben presto aggiunto al titolo dello scrittore la carica di “docente della Cattolica”. Una cosa che non è piaciuta all’Ateneo e dimostra quanta poca libertà ci sia ancora in certi ambienti. “”La verità – dice Regazzoni – è che la pornografia è ancora tabù. Fino all’uscita del libro l’ateneo mi elogiava, con pubblicazioni e attestati di stima. Oggi sono un fantasma”.

Peccato, perché di “offensivo” nel libro di Regazzoni non c’è nulla. “Pornosofia”, infatti, illustra la diffusione del porno nel web, non è di narrativa spicciola e offensiva che si parla. Come si legge dalla quarta di copertina “l’autore indaga il nesso fra corpo, amore, perversione, democrazia e, infine, ricerca filosofica. Mentre nella sua pars destruens intende «farla finita con la donna-oggetto», la pornosofia ha come oggetto il concetto più ampio di fiction, chiave di lettura della cultura di massa moderna, di cui la pornografia è l’emblema più estremo e coerente.

Regazzoni punta il dito sull’idea di fruizione come esposizione passiva e del tutto acritica al messaggio della fiction, e quindi anche della carnalità più esplicita e fantasiosa: il pop porno, in cui gli attori «fingono di fare ciò che in realtà fanno», abbatte con prepotenza la fragile barriera che divide realtà e finzione”.

Simone Regazzoni, genovese classe 1975, ha già scritto sei libri che analizzano altri libri della cultura contemporanea, da Harry Potter alla serie tv Doctor House. Allievo di Jacques Derrida, ha fatto un dottorato in Filosofia all’università di Parigi 8, dove ha poi insegnato. Con la Cattolica ha cominciato a collaborare nel 2007, tenendo un seminario di Museologia applicata, cattedra che gli è stata poi assegnata a contratto lo scorso anno.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *