Scuola e precariato: le previsioni della Gelmini

Nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, il Ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, ha avanzato le sue previsioni per il futuro della scuola e dei precari, presentando le nuove modalità per diventare insegnanti.

Secondo il Ministro, gli attuali 220.000 precari saranno riassorbiti dal sistema d’istruzione nei prossimi sette anni, grazie ai pensionamenti: “Il governo sta facendo il possibile – afferma la Gelmini – ma i precari sono troppi e i posti vacanti sono solo 20.000“.

Per la Gelmini, quello dei precari rappresenta sicuramente un problema di disoccupazione molto grave ereditato dal passato per il quale, al momento, in piena crisi economica, non è possibile trovare valide soluzioni.

Ma Mariastella Gelmini è fiduciosa: “nel 2009 ci sono stati tagli per 12.000 posti, nel 2010 per 2.000. A questi 14.000 precari verrà trovato un lavoro grazie agli accordi con le Regioni“.

La Gelmini parla poi del nuovo regolamento, che prevede un tirocinio più approfondito e lauree specifiche per ciascuna abilitazione: “Prevediamo una selezione più severa. E’ importante che chi ha in mano il futuro dell’Italia sia formato a dovere ed è per questo che, alle vecchie Ssis, verrà sostituito un percorso di lauree magistrali specifiche;  i futuri insegnanti, inoltre, dovranno sostenere un  anno di tirocinio a strettissimo contatto con scuole e Università“.

Per il Ministro Gelmini, dunque, il nuovo regolamento prevede un sistema assolutamente meritocratico, grazie al quale si punterà sui risultati conseguiti e non sull’anzianità: “Non è da paese civile l’avanzamento in base al tempo e non al merito“- afferma la Gelmini – “bisogna valorizzare la professionalità degli insegnanti. Tra l’altro, in base ai sondaggi effettuati, è proprio la loro categoria a chiedere di essere valutata in questo modo“.

Nel frattempo, le proteste dei precari proseguono: a Roma, il Coordinamento precari scuola Roma sta organizzando altre proteste per il 13 giugno, che prevederanno un altro sit-in e la distribuzione di volantini di fronte alle scuole.

In Sicilia, invece,  il Comitato insegnanti precari della Sicilia ha chiamato a raccolta il personale scolastico: domenica, con il sostegno dei sindacati, i precari “invaderanno lo Stretto di Messina”, chiedendo a gran voce le dimissioni della Gelmini. Secondo la Flc-Cgil siciliana: “i tagli distruggono la scuola pubblica, allontando ancora di più il Nord dal Sud“.

Sull’importanza di un sistema meritocratico non vi è alcuno dubbio. Ma è giusto, soprattutto in un momento di crisi come quello attuale, applicare dei provvedimenti che privano letteralmente migliaia di famiglie del proprio pane quotidiano?

E perchè cercare di coprire il debito pubblico con tagli applicati ad un’istituzione, quella scolastica, che dovrebbe invece essere la più sovvenzionata in assoluto?

A questo punto, sarà solo il futuro a fornirci la risposta ed a dare ragione, si spera, al Ministro.

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