Serse Cosmi, tanto di cappello…

Il suo nome di battesimo è illustre, per ricordare il fratello di Fausto Coppi ; lo volle chiamare così suo padre Antonio, quando morì, lui, Serse Cosmi, aveva solo 14 anni. Tifoso della Roma sin da piccolo, lui perugino di nascita, è “l’allenatore del cappellino” dal quale non si separa mai, come Linus con la sua coperta.

 Cosmi è da sempre un tecnico “gagliardo” come dicono nella capitale. Il 4 Dicembre scorso, così fu chiamato da Giovanni Semeraro, presidente del Lecce, a risollevare la situazione calcisticamente “disperata” in cui versava il club salentino, ultimo con soli 8 punti in tredici partite.

 Serse non è arrivato lì per caso, la sua passione per il calcio non gli permette di mentire su false promesse di salvezza, solo per placare la piazza agitata dei tifosi; no, Cosmi è ancora uno di quegli allenatori di una volta, di quelli “ruspanti”, di quelli che non guardano in faccia a nessuno.

 Così, quel giorno che rilevò Eusebio Di Francesco, disse in conferenza stampa : “Io ci credo, rinasceremo”. Certo, i miracoli li faceva solo Gesù e così i tifosi leccesi ascoltavano quei proclami di Cosmi, con un mix di scetticismo e di speranza, all’insegna del “tanto,peggio di così…”

 Sono passati 4 mesi da allora, oggi il campionato parla soprattutto di quel duello, là in alto, tra Juventus e Milan ; del suo Lecce si parla poco, in fondo, lui, Serse, è abituato a lavorare lontano dai grandi palcoscenici.

La classifica parla chiaro, però, anzi più che parlare, urla, come quando l’uomo del cappellino sgrida i suoi uomini : la salvezza è lì a soli 2 punti, con i tifosi genoani che sin d’ora fanno gli scongiuri.

 Ultime due partite, vittoria in casa contro la Roma (la sua Roma…) e in trasferta a Catania : l’imperativo è non mollare mai, come un cacciatore che ha avvistato la preda e allora la insegue, la bracca, le sta vicino, le fa sentire la sua presenza e il fiato sul collo.

 Serse, in quei mesi in cui era “disoccupato”, se ne andava a caccia nei boschi di Perugia, ancora non sapeva della sua avventura a Lecce; ora, guardando la classifica e i prossimi impegni, penserà che è il momento di correre, è il momento di prendere la mira e sparare le ultime cartucce….

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