Siciliani Inforcati: Sicilia completamente bloccata

La Sicilia è completamente bloccata da tre giorni. Sono le 9,30 dei un mercoledì come tanti, qui a Palermo il tempo è clemente ed il sole illumina il capoluogo siciliano.

Tutto tranquillo, come al solito auto e motorini che corrono per le strette vie del centro, e giovani e meno giovani che affollano marciapiedi intasati da turisti, meravigliati dal tempo mite di gennaio e dalla luce del mattino mediterraneo.

Qualcosa di strano però guardandosi intorno viene fuori, le tradizionali bancarella ad ogni angolo della città, solitamente ricche di frutta e verdura sono desolatamente vuote, pescivendoli con le loro  apecar appiedati e senza i frutti del lavoro marittimo.

Che sia un caso non lo si può proprio dire, la Trinacria è bloccata e questa volta, a chiudere le vie di accesso alle merci, sono proprio i Siciliani!

Continuo a camminare e decido di entrare in un supermercato, insomma alla grande distribuzione non la si fà come ai piccoli commercianti, e invece lo scenario pre apocalittico, con la corsa ai vettovagliamenti, mi lascia ancora senza parole, “Finiu tuttu”, la voce del commesso alla cassa sembra voler dire molto più di quello che hanno detto le radio e le tv nazionali in mattinata.

Per farla breve torno a casa, con una latta di pomodori, un pacco di pancarrè, e delle carote, che sia questa la risposta alla crisi? Un blocco totale di tutte le attività e dei trasporti?

Non credo  che sia una soluzione, ma qualcosa di nuovo c’è.

I Siciliani probabilmente si sono stancati, arrabbiati e inaciditi per il trattamento di serie B che viene riservato alla bella isola del sole, e così hanno preso i forconi, i trattori, le macchine e hanno detto basta.

Vogliono lavorare, coltivare la loro terra ed avere il rispetto che si deve ad ogni cittadino.

Non hanno nè coppole nè tanto meno lupare, questi isolani incazzati neri, portano con loro la stanchezza di chi non vuole più vedere i propri figli andarsene.

Nessuno vuole dirlo a voce alta, ma il succo della questione è : ” ci siamo rotti la Minchia”, ecco in breve perchè sarò costretto a far pranzo con carote e pancarrè, ma se questo è il prezzo da pagare potre andare avanti anche a “simenza” per mesi!

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