Silvio Berlusconi rischia la galera?

Solo pochi giorni fa il giudice per le indagini preliminari, Concetta di Censo, aveva disposto il rito immediato per il cavaliere, adducendo l’oggettività delle prove e quindi negando la necessità di una seduta preliminare di vaglio delle prove stesse.

Si passerà direttamente al dibattimento e il giorno della prima seduta dovrebbe essere il 6 aprile, anche se nel medesimo giorno è prevista la commemorazione delle vittime del terremoto di L’Aquila. I reati di cui è accusato il premier sono piuttosto gravi: concussione e prostituzione minorile.

Partiamo dalla concussione. Sarà difficile dimostrare l’innocenza del capo del governo, date le intercettazioni e le testimonianze che non lasciano spazio ad alcun dubbio. In caso di condanna, il premier rischierebbe dai 2 anni e 6 mesi fino ai 4-5 anni, ma potrebbe contare sulla sua età. Infatti dopo i 70 anni non si va in carcere per  pene non superiori ai 2 anni e 6 mesi.

Ma dobbiamo contare anche il reato di prostituzione minorile che da solo potrebbe determinare un incremento di 1 o 2 anni della pena. Quindi verrebbe meno la sospensione condizionale prevista dall’articolo 163 comma 3. Tuttavia potrebbe venire in soccorso l’articolo 656 comma 5 che dispone che per pene inferiori a 3 anni non si vada in galera, ma difficilmente il reato di prostituzione minorile non verrà sanzionato.

A questo sommiamo il fatto che la concussione potrebbe comportare anche 4-5 anni se il premier non dovesse essere trattato con i guanti di velluto. Quindi fra qualche anno, quando la Cassazione avrà emesso l’ultima e definitiva sentenza, Berlusconi potrebbe finire in galera. E nemmeno il parlamento lo potrà salvare. L’incubo peggiore del premier potrebbe presto materializzarsi.

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