Sparatoria fuori da Palazzo Chigi

E’ una Domenica di sole, quella che accompagna, in una Roma gremita di turisti, il primo atto istituzionale del neo-nato Governo Letta.

All’interno di Palazzo Chigi è in corso il giuramento dei ministri di fronte al Presidente della Repubblica mentre fuori il panico: un uomo comincia a sparare tra la folla.

Si chiama Luigi Preiti, il quarantanovenne d’origine calabrese che, nascosto tra la gente, estrae la sua calibro ventidue, esplodendo diversi colpi ai danni di due carabinieri, in servizio sulla piazza.

L’uomo, che ha tentato la fuga, è stato bloccato dalle forze dell’ordine ed ora è ricoverato all’ospedale S.Giovanni per una lieve ferita alla testa.

Sembrerebbero fuori pericolo i due carabinieri, uno ferito al collo e l’altro alla gamba, e così anche una passante, ferita di striscio da uno dei colpi.

I ministri e il Capo dello Stato sono stati informati dell’accaduto soltanto al termine della cerimonia.

Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano si è subito recato a far visita ai due carabinieri e il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri ha subito smentito che, dietro alla sparatorie potesse esserci un mandante.

Molti i messaggi di solidarietà all’Arma dei Carabinieri tra i quali, quello del Presidente della Repubblica, dei Presidenti di Camera e Senato e del Presidente del Consiglio Europeo, Van Rompuy.

Secondo il ministro Alfanola situazione generale dell’ordine pubblico non desta preoccupazioni”, comunque, a scopo precauzionale, sono stati rafforzati i controlli presso gli obiettivi a rischio.

Le informazioni ufficiali descrivono Preiti come uno psicopatico, anche se questo è ancora da verificare, dal momento che altre fonti ( più vicine a lui) sostengono che ciò non sia vero e che la causa scatenante del folle gesto sia stata la recente perdita del lavoro.

Se le istituzioni condannano il gesto, pare invece che i cittadini non siano tutti dello stesso parere.

Sui social network, in diversi, dicono di capire i motivi che hanno spinto Preiti ad un tale gesto, se pure estremo, fino ad addossarne la colpa (simbolica) direttamente alla classe politica, responsabile della situazione economica e sociale in cui ci troviamo.

Del resto, in quest’ultimo periodo, si è fatta molta propaganda indicando la classe politica e dirigente come il nemico da abbattere, chissà che qualcuno non abbia preso questi slogam alla lettera?!

Speriamo tutti si sia trattato solo di un caso isolato e che non venga preso d’esempio da altri, quel che è certo è che la politica dell’odio e del disprezzo, che si è fatta sentire specialmente a cavallo di queste ultime elezioni, non può portare a nulla di buono

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