Storia dell’Islanda

L’Islanda o Repubblica d’Islanda, è una nazione insulare situata nell’Europa settentrionale, bagnata dall’Oceano Atlantico settentrionale, tra la Groenlandia, circa 200km e la Gran Bretagna, ed a nordovest delle Isole Faer Øer.

L’Islanda non è un paese molto popolato, ha circa 320.000 abitanti ed è uno dei paesi meno popolati d’Europa senza contare i microstati di Città del Vaticano, San Marino, Andorra e Principato di Monaco.

L’Islanda ha una forte attività vulcanica e geotermica, che ne caratterizzano il paesaggio.

L’interno è formato da un altopiano sabbioso desertico, con montagne e ghiacciai, molti fiumi glaciali scorrono verso il mare attraversando le pianure.

Grazie alla corrente del Golfo, proveniiente dal Golfo del Messico, l’Islanda ha un clima temperato, il che ne permette l’abitabilità.

L’Islanda inizialmente era abitata da monaci eremiti irlandesi attorno al secolo IX. Ultimamente sono state ritrovate monete romane e alcuni pezzi di vasellame del III sec. d.C.

Questo fa pensare che all’epoca l’isola era frequentata se non dai romani da popoli colonizzati a loro volta dai romani e provenienti dalla Gran Bretagna, all’epoca sotto il dominio di Roma.

Può darsi i Romani abbiano per davvero raggiunto l’Islanda. Secondo altri furono dei gaelici in fuga dai Romani a portare queste monete romane nell’isola.

L’Íslendingabók o libro dell’Islanda, fu scritto da Ari Þorgilson e narra della storia antica dell’isola.

Fu un certo Naddoddur a sbarcare per primo sulla costa orientale ed era l’anno 850, battezzò quel tratto di costa come Snaeland o Terra delle Nevi.

Il secondo visitatore fu Gardar Svavarsson, il quale vi giunse basandosi sulla descrizione di Naddoddur. Svavarsson circumnavigò tutta l’isola e restò per tutto l’inverno a Húsavík.

Ripartì nella primavera, lasciando sul posto alcuni uomini del suo equipaggio, facendoli diventare i primi abitanti islandesi.

Nell’860 un certo Flóki Vilgerdarson si trasferì in Islanda con tutta la sua famiglia e fu lui a dare il nome all’isola, cioè Ísland o Terra del Ghiaccio.

Ma rimase deluso del luogo e decise di ritornare in Norvegia. Ma si dice anche che vi sia ritornato, accasandosi nel distretto di Skagafjörður.

Ingólfur Arnarson creo la città di Reykjavík o Baia Fumosa. Da allora tutta la costa sud-occidentale fu colonizzata.

Nel 930 in Islanda fu inaugurato il primo parlamento della storia per emanare le leggi da dare all’isola. Era un’assemblea di vichinghi norvegesi presieduta daÚlfljótur. Il nome del primo parlamento della storia e del mondo era Alþing, che col Løgting Fær Øer, rappresentano la più antica assemblea parlamentare d’Europa.

Il luogo del primo parlamento fu Þingvellir e vi si tenne la prima Alþing. A Úlfljótur con la presenza di 48 capitani, fu affidato il potere legislativo. Il potere giudiziario fu suddiviso in quattro corti, mentre la Corte d’Appello si riuniva una sola volta l’anno durante l’AlÞing.

I rappresentanti della popolazione dirimevano le dispute, emendavano le leggi e designavano le giurie che avrebbero giudicato i processi.

Le leggi non erano scritte ma mandate a memoria da un lögsögumaður o oratore della legge.

Nell’Alþing non c’era un vero e proprio potere esecutivo centralizzato, le leggi erano direttamente applicate dal popolo e queste circostanze portavano talvolta a vere e proprie faide familiari e dando materiale agli autori delle saghe nordiche.

Gli abitanti dell’Islanda erano pagani e adoravano Thor, Odino e Freyja e nel X secolo cominciarono le pressioni europee per la conversione al Cristianesimo e come risultato alla fine del millennio molti islandesi avevano abbracciato il cristianesimo.

Nell’anno 1000, per evitare una guerra civile ormai inevitabile, l’Alþing decise che uno dei capi, Þorgeirr Ljósvetningagoði, avrebbe deciso sul tema della religione. Decise che l’Isola si sarebbe dovuta convertire tutta al Cristianesimo ed i seguaci pagani vennero lasciati proseguire il loro culto in segreto.

Le statue degli dei e degli idoli vennero gettate in una cascata spettacolare nel nord dell’isola, l’odierna Akureyri. La cascata da allora si chiama Godafoss, la cascata degli dei.

nel 1056 l’Islanda ebbe il suo primo vescovo, Ísleifr Gizurarson, fu consacrato dal vescovo Adalberto da Brema.

Fino al 1200 l’Islanda conobbe pace e prosperità finchè non ebbe inizio il periodo conflittuale dello sturlung.

Dal 1200 in poi l’islanda fu saccheggiata e dominata dapprima dai norvegesi e successivamente dai danesi.

Il Governo si spaccò, così anche la popolazione ed intervenne il Re norvegese Hakon portando ordine e protezione. Gli islandesi accettarono a malincuore e giurarono fedeltà al re. Dovettero sciogliere parlamento e governo. Nel 1281 venne formulato un nuovo codice di leggi, il codice Jonsbok, sancendo così l’unione dell’islanda alla Norvegia.

Nel secolo successivo ci furono tre eruzioni del vulcano Hekla quella del 1300, del 1341 e del 1389, portarono morte e distruzione nell’Islanda meridionale. Le malattie flagellarono il Paese e la peste in Norvegia, cessò i commerci e rifornimenti dalla terraferma.

Nel 1397 l’Unione di Kalmar portò l’Islanda sotto il dominio danese.

I beni della chiesa furono requisiti dalla Stato danese con la riforma del 1550.

Verso la fine dell XVI secolo ci fu una forte carestia, dovuta a quattro freddi inverni consecutivi e fece morire 9.000 persone.

I monopoli commerciali bloccarono a lungo lo sviluppo dell’isola.

Nel 1552 in islanda si ebbe la Riforma protestante e tuttora la maggioranza degli islandesi è di confessione evangelica.

Tra il XVII ed il XVIII secolo si ebbero numerosi disastri naturali.

Nel 1636 il vulcano Hekla eruttò per sette mesi consecutivi e si ripeté nel 1693.

Altre eruzioni nel 1660 e nel 1755 da parte del vulcano Katla.

Nel 1727 esplode invece l’Öræfi e nel 1783 il vulcano Lakagígar eruttò per dieci mesi senza fermarsi.

A causa di queste eruzioni, si formò una nube tossica che distrusse pascoli e colture, causando una carestia che ridusse negli anni a venire la popolazione del 20%.

La pace stipulata Kiel nel 1814 confermò ancora di più la sovranità danese sull’Islanda.

Il 1 dicembre 1918 venne fondato il Regno d’Islanda, che consentendo all’isola l’autonomia dalla Danimarca, ma mantenendo comunque un unione personale con la corona danese.

L’Islanda ottenne la sua totale indipendenza in concomitanza con la Seconda Guerra Mondiale in Europa.

La Germania nazista ormai occupava l’Europa intera. La Danimmarca fu conquistata in poche ore, cos’ la Norvegia, poi la francia. Con l’invasione nazista della Danimarca, l’isalnda si ritrovò libera ma rischiava di soccombere anch’essa all’avanzare tedesco. La Gran Bretagna era l’unica potenza libera ma si stava indebolendo sotto l’attacco della Luftwaffe tedesca e dovette richiamare le truppe a difesa dell’Islanda. Ora l’islanda era totalmente sguarnita con il ritiro inglese ma per fortuna subentrarono ad esse i marines americani per cominciare la riconquista e difesa dell’Europa partendo proprio dall’isola islandese. Nel 1944 l’Islanda finalmente ottenne piena indipendenza e permise agli americani di poter restare sull’isola.

L’Islanda nel 1949 è membro fondatore della nato ma con la promessa di non partecipare ad azioni militari in quanto non dispone di alcuna forza militare.

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