Suicida la mamma di Isabelle Caro, la modella anoressica

Il 17 novembre si era tolta la vita Isabelle Caro, modella anoressica conosciuta per aver posato nuda in un servizio fotografico di Oliviero Toscani in occasione di una campagna pubblicitaria di Nolita, una campagna di denuncia dell’anoressia nel mondo della moda.

Le fotografie di Toscani, come capita sempre, avevano suscitato un vespaio di polemiche tanto che non hanno mai visto l’esposizione sui muri delle nostre città.

Isabelle Caro aveva un passato da modella e un presente da ragazza anoressica di 28 anni che era arrivata a pesare 30 chili. La malattia accompagnava la sua vita dall’età di 13 anni e aveva affidato la sua storia ad un’autobiografia intitolata “La ragazza che non voleva crescere”.

Si è appreso qualche giorno fa che la scorsa settimana sua madre si sarebbe suicidata, vittima di troppi sensi di colpa. Il marito Christian, infatti, ha dichiarato al quotidiano svizzero 20 Minuten:

“Mia moglie si è uccisa la settimana scorsa, non riusciva a farsi una ragione della morte di Isabelle. Si addossava delle colpe terribili, in particolare perché aveva consentito che la figlia venisse ricoverata. Insieme avevamo progettato una cappella per nostra figlia, adesso diventerà la tomba per mia moglie e mia figlia”.

La ragazza era stata ricoverata nell’ospedale Bichat per problemi di disidratazione e lì era avvenuto il decesso. Immediatamente dopo la morte di Isabelle, il padre aveva accusato il personale del nosocomio di ”negligenza” affermando:

” In ospedale ci avevano detto che le avrebbero fatto delle analisi, ma che c’era bisogno di sedarla, chiunque nelle condizioni di Isabelle non avrebbe dovuto essere sedato, ogni medico dovrebbe saperlo” e procedendo quindi ad una denuncia per omicidio doloso presso la Procura di Parigi.

Il padre di Isabelle se la prende anche con la stampa che, a suo dire, non avrebbe protetto a sufficienza la famiglia e anzi avrebbe contribuito ad accrescere i sensi di colpa della moglie.

La verità però ce la racconta la stessa Isabelle nella sua autobiografia dove i problemi in famiglia sono tratteggiati con attenzione, parlando di un padre assente e una madre iperprotettiva che la costringeva a rimanere chiusa in camera sommergendola di giocattoli ed attenzioni, per paura che diventasse adulta.

Ecco, le origini di una malattia grave come l’anoressia forse vanno ricercati proprio nella famiglia e nei suoi rapporti spesso insani.

One Response

  1. Nikky 18 marzo 2011

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