Sversamento nel fiume Lambro, il gasolio si avvicina al Po

Petrolio nel LambroLungo il corso del fiume Lambro all’altezza di Villasanta (Monza), sono state trovate tracce di liquidi tossici che oggi sono arrivati oltre Sant’Angelo Lodigiano e si stanno avvicinando velocemente al Po.

Risultano difficili i tentativi di bloccare l’onda nera. Ancora non è certo il quantitativo di sostanze tossiche presenti nel fiume Lambro: si stimano circa mille metri cubi idrocarburi, ma potrebbe essere di gran lunga superiore.

Si ipotizza che questo disastro ecologico possa essere stato provocato in maniera dolosa. La Protezione Civile sta facendo il possibile, però ha enormi difficoltà nel fermare il flusso degli idrocarburi, poiché risulta arduo tenere sott’acqua i materiali assorbenti che dovrebbero bloccarne la corsa.

Molti ambientalisti di fronte agli almeno 10 milioni di litri di olio combustibile e gasolio buttati in acqua, nella notte tra lunedì e ieri, dalle cisterne di una vecchia raffineria sulle rive monzesi, hanno rilevato danni anche alla fauna; sono stati trovati i primi animali già morti e gli animali moriranno più avanti. Lo stato di emergentza attivato in Prefettura ha attivato centinaia di vigili del fuoco e uomini della Protezione civile lì sulle rive, che quantomento provano a riparare il danno. A monte di tutte queste cose, però, c’è l’inchiesta, c’è il mistero, c’è la ditta.

La ditta si chiama Lombarda Petroli, ha sede a Villasanta, a ridosso di Monza. In realtà era una raffineria che oggi funge da deposito. Le cisterne aperte sono state tre. La ditta ha fornito, soltanto nel tardo pomeriggio, i numeri della capienza delle cisterne. Ma i conti non tornano. I 2.500 metri cubi comunicati dalla Lombarda Petroli sono stati superati di gran lunga.

A questo punto speriamo che le istituzioni, insieme alla Protezione Civile, riescano davvero a contenere i danni per il fiume e per l’ambiente e soprattutto speriamo in un miracolo, ovvero che la situazione possa davvero tornare alla normalità.

One Response

  1. p.esposito 24 febbraio 2010

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