Taormina Opera Stars chiude con un AIDA al museo egizio.

Taormina Opera Stars chiude con un AIDA al museo egizio.

Il regista Enrico Stinchelli non cessa di stupire il pubblico con i suoi allestimenti anticonvenzionali.

Giovedì 20 agosto, sarà AIDA a chiudere il festival Taormina Opera Stars, che ha animato le notti del ferragosto siciliano, registrando un enorme successo, con una media di 3000 spettatori a sera. Maestro concertatore e direttore sarà Eddi De Nadai, per la regìa di Enrico Stinchelli, che non cessa di stupire il pubblico con i suoi allestimenti anticonvenzionali. “AIDA (intrpretata dal soprano Alessandra Capici) sarà ambientata all’interno di un museo egizio, popolato da turisti e curiosi. Una strana figura a metà tra una maga e una dea evocherà gli spiriti di Aida e Radames, animerà i geroglifici e le misteriose figure che il museo ospita, e sarà la vicenda di Aida a dipanarsi sotto i nostri occhi, come un magico rituale, lo stesso immaginato da Verdi (che non mise mai piede in Egitto ma, genialmente, ne rievocò le suggestioni e le atmosfere).”

Commissionata per il Khedivé d’Egitto, terra nella quale Verdi non mise mai piede (“per il terrore di rimanervi mummificato” scrisse), è forse l’opera più straordinaria concepita da Verdi. Ogni atto è permeato da una forza e da una ispirazione senza pari, di un lirismo e di un intimismo spesso travisati e sostituiti da un presunto tono “trionfalistico”, riferito alla sola scena finale dell’atto Secondo detta appunto “del Trionfo”. In realtà è un’opera che sottolinea i forti affetti, i sentimenti che uniscono Radames alla schiava Aida contrastati dall’amore ferino di Amneris, la figlia del Faraone. E’ l’opera dei grandi duetti, delle atmosfere oniriche e a tratti esoteriche (si pensi alla sublime scena della consacrazione della spada nel Tempio di Phtà), con cinque vocalità impegnate al massimo delle loro possibilità: il tenore drammatico, Radames, il soprano Aida, a tratti delicata a tratti esplosiva, il mezzosoprano acuto Amneris, i due bassi, Ramfis e il Re, il baritono Amonasro, padre di Aida, depositario di una delle più belle frasi dell’intero repertorio operistico (“Pensa, che un popolo, vinto, straziato, per te soltanto”).

Aida: Alessandra Capici, Radames: Roberto Di Candido, Amneris: Mirella Leone, Amonasro: Mauro Buda, Ramfis: Ernesto Morillo, Il Re: Antonio Di Matteo, Messaggero: Alessandro D’Acrissa, Sacerdotessa: Lisa Dunk. Con la partecipazione di Bruno Torrisi. Orchestra e Coro Taormina Opera Stars. Corpo di ballo: Danza Taormina. Assistente alla regia: Maria Grazia Bonelli. Coreografie: Alessandra Sgalambrino

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