Terremoto Calabria: come prevenire altre scosse?

Nel cosentino, all’1.00 di notte del 26 ottobre, la terra ha tremato: una scossa del 5° grado della scala Richter, che ha causato pochi danni materiali, ma ha spaventato a morte un uomo di 84 anni ed ha provocato l’evacuzione di alcuni edifici considerati a rischio.  Questo evento non è che l’ultimo di un lungo sciame sismico che dura da due anni.

“La Calabria è un territorio ad alto rischio sismico, a causa delle dinamiche geologiche evolutive che lo caratterizzano” – spiega Francesco Violo, il Presidente Geologi Calabria“la popolazione deve abituarsi a convivere con questo fenomeno ed essere sempre pronta ad una forte scossa improvvisa. Ognuno deve prendere atto di questa situazione e conoscere i comportamenti da adottare”.

Ciò che peggiora la situazione, però, è la fragilità del patrimonio edilizio calabrese: “C’è bisogno di una intensa attività di informazione della popolazione, di formazione del volontariato ma, soprattutto, di aggiornamento dei piani comunali” – continua Violo – “E’ molto importante verificare l’idoneità strutturale degli edifici pubblici e delle eventuali vie di fuga della popolazione, tenendo conto che l’area a rischio sismico potrebbe anche essere colpita da pericolose frane”.

 

L’Ordine dei Geologi della Calabria, secondo quanto spiegato dallo stesso Violo, si sta adoperando per l’attuazione di un accordo tra il Consiglio Nazionale dei Geologi e la Protezione Civile, al fine di incentivare la collaborazione tra le parti e raggiungere migliori capacità di previsione, prevenzione e mitigazione dei rischi naturali.

“L’Italia è un Paese sismico” – ha sottolineato invece Gian Vito Graziano, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, poche ore dopo la scossa del Pollino“Abitazioni, scuole, ospedali e gran parte del patrimonio archeologico italiano sono purtroppo in una situazione di costante criticità”. E lo stesso Graziano ha poi concluso con un concetto molto importante : “Il tema centrale del nostro Paese deve essere quello della “prevenzione”. Il terremoto, infatti, non lo si può prevedere, ma lo si può prevenire.

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