Un’eccentrica clinica di aspiranti suicidi: Kill me please

Film di Olias Barco Kill me PleaseIl belga Olias Barco sfida tutte le regole del politically correct per girare un’esilarante commedia nera scegliendo una fotografia in bianco e nero, dal 14 gennaio nelle sale.

Il dr. Kruger ottiene un contributo governativo per poter trasformare un gesto estremo come il suicidio, in un atto consapevole, all’interno della sua clinica isolata nella foresta innevata sulle montagne.

Ogni giorno, il dr. Kruger accoglie i suoi ricchi pazienti e ascolta le loro storie per esaminare le ragioni che possono o non possono giustificare la decisione di porre fine alla loro vita.

«In genere- afferma il trans protagonista del film Zazie De Paris – si parla di eutanasia solo pensando ai casi di malattie incurabili, qui invece c’è una prospettiva molto più controversa e personale».

Il regista e co-sceneggiatore Barco ha dato vita ad un film divertente, grottesco, nero, cinico ma allo stesso tempo coraggioso nel trattare con rispetto e irriverenza un tema delicato come quello della morte assistita. Nel press book del film, Barco dichiara che il film affronta anche la nostra illusione di una morte pulita.

Da sempre affascinato dal tema del suicidio di massa non appena ha sentito parlare di un ente di beneficienza in Svizzera in cui si pratica il suicidio medicalmente assistito, Barco (assieme agli sceneggiatori Virgile Bramly e Stéphane Malandrin, entrambi anche interpreti nel film) ha presentato alla casa produttrice Le Parti il suo farsesco soggetto.

Film low-cost, girato in sole tre settimane, è la storia di un gruppo di strani personaggi, accomunati dal desiderio di morire.

Però la clinica comincia ad attirare l’animosità degli abitanti del villaggio locale. E così gli occupanti impareranno che nessuno ha il diritto di controllare la morte!

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