Un italiano e un britannico rapiti in Nigeria

Un italiano e un britannico, sono stati sequestrati ieri in Nigeria, precisamente a Birnin Kebbi, nel Nord-Ovest del paese.

L’italiano si chiama Franco Lamolinara, 47 anni, residente a Gattinara in provincia di Vercelli, dove vivono moglie e figli; lavorava in Nigeria da circa 10 anni.

A dare notizia del rapimento è stato il responsabile della polizia dello stato di Kebbi, Adamu Hassan. “Due ingegneri edili, un britannico e un italiano, che lavoravano per una società straniera, la B. Stabilini, sono stati sequestrati la notte scorsa nella loro abitazione da un gruppo di uomini sconosciuti”, ha dichiarato, aggiungendo che, al momento, i rapitori non avevano stabilito alcun contatto e non avevano chiesto un riscatto.

E’ riuscito invece ad evitare il rapimento un collega tedesco dei due uomini, che è riuscito a fuggire oltrepassando una rete metallica, mentre un altro ingegnere nigeriano è rimasto ferito da alcuni colpi d’arma da fuoco.

La polizia ha anche riportato che il denaro contante che si trovava nell’abitazione non è stato prelevato dal commando.

Olusola Amore, portavoce della polizia nazionale, ha annunciato che è stata lanciata una caccia all’uomo in tutta la zona e nei paesi limitrofi, mentre l’ambasciata italiana in Nigeria e la Farnesina stanno seguendo la vicenda. Il ministro degli esteri Franco Frattini ha dichiarato che verrà utilizzata “la tattica di sempre, cioè quella di lavorare in silenzio”.

Un portavoce dell’ambasciata di Gran Bretagna in Nigeria ha invece dichiarato di essere a conoscenza della “scomparsa” di un cittadino britannico.

I due uomini rapiti lavoravano per la “Stabilini Visinoni Limited”, che opera in Nigeria da 39 anni e che ora si sta occupando della costruzione di un edificio della banca centrale di Birnin Kebbi.

Alcuni mesi fa si era parlato di un presunto indebitamento della società nei confronti della Guaranty Trust Bank, anche se i responsabili della Stabilini Visinoni avevano smentito le illazioni.

Nel Nord-Ovest della Nigeria i sequestri sono piuttosto rari, ma la zona in cui si è verificato il rapimento è vicina al confine con il Niger, dove opera l’Aqmi, braccio maghrebino di Al Quaeda specializzato nei sequestri di occidentali.

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