Un saluto a Vincenzo Paparelli

Oggi a 30 anni dalla sua scomparsa, voglio ricordare la morte di Vincenzo Paparelli.

Un uomo che e’ morto a 33 anni, un tifoso della Lazio, un uomo che amava sua moglie e suo figlio, un uomo che si era recato allo stadio per vedere la sua squadra del cuore, un uomo che mentre mangiava il suo panino con la frittata, veniva colpito da un razzo nautico in un occhio.

Il suo assassino era Giovanni Fiorillo, solo 18 anni, un ragazzo senza arte ne parte, un ragazzo che quella maledetta mattina del 28 ottobre, accese un razzo nautico nella curva sud che sibilando da un settore all’altro, colpi’ a morte un uomo qualunque, Vincenzo Paparelli.

Il match si disputo’… Lo stadio Olimpico era immerso in una rabbia incredula, una tensione altissima. Palloni squarciati dai laziali, cariche della polizia, fumogeni.

Giovanni divenne latitante in Svizzera, il male lo tormento’ per anni, telefonava ripetutamente alla famiglia Paparelli invocando il loro perdono. La famiglia lo perdono’, ma forze Giovanni non perdono’ mai se stesso e il male se lo divoro’. Giovanni muore per overdose il 24 marzo 1993.

La partita fini’ 1-1 gol di Zucchini e Pruzzo .
Ciao Vincenzo!

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