Una semplice battuta di pesca si trasforma in horror!

Lo scorso 23 settembre 2009  in Toscana, un gruppo di 5 persone  si appresta a passare una giornata tranquilla di pesca, ma non sanno che ciò che ai loro occhi sembra una giornatina tranquilla si trasformerà in vero e proprio disastro familiare.

Il grupppo , giunto alle prime ore del giorno sulle rive del fiume Arno, si accampa e inizia a preparare le esche. La mattinata passa tra quelche risata e qualche bel pesciolino pescato… quando ad un tratto il pescatore più giovane  di 24 anni (che per comodità chiamerò Marco ), si accorge che la sua lenza si è incastrata tra la sterpaglia della sponda del fiume e tempestivamente si tuffa per recuperarla.

Il reto del gruppo resta ad aspettare per qualche istante il ritorno di Marco, ma ciò non avviene. Allora uno dei componenti (36 anni) decide di tuffarsi a sua volta (sempre per comodità lo chiamerò Paolo), ma qualcosa va storto. Infatti la corrente è velocissima e  in meno che non si dica anche Paolo viene risucchiato dalla corrente del fiume tenebroso.

Per il resto del gruppo è un vero e proprio shock e chiamano subito gli organi competenti.  I soccorsi giunti sul posto ritrovano il corpo senza vita di Marco  500 metri più avanti sull’altra sponda dell’Arno e 3 giorni dopo le acque restituiscono anche il corpo di Paolo a qualche chilometro dal punto dell’incidente.  Quest’ultimo lascia una moglie e una figlia di 11 anni.

Una realtà crudissima consumatasi sulle rive dell’Arno, un fatto realmente accaduto la settimana scorsa e che ci ha lasciati tutti perplessi.

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