Ylenia Carrisi viva: informazione o speculazione?

E’ di questi giorni la notizia che Ylenia Carrisi, primogenita di Al Bano e Romina Power, scomparsa quasi venti anni fa, sarebbe ancora viva e vivrebbe ospite di un convento in Arizona, nelle vicinanze di New Orleans.

Secondo quanto riportato dalla fonte tedesca, il centralinista del convento ha rivelato che dopo la telefonata della polizia, una donna avrebbe lasciato in fretta il monastero diretta forse in Asia.

Se quella donna sia Ylenia, oggi quarantenne, non è dato saperlo, poiché i frati proteggono l’identità dei loro ospiti non rivelandola a nessuno.

Una cosa è certa, si torna a parlare più che di Ylenia di Al Bano e in seconda battuta dell’ex moglie Romina Power, ormai trasferitasi oltre oceano per dedicarsi alla sua attività di pittrice. Proprio Romina aveva dichiarato che fino al momento in cui Ylenia non viene dichiarata ufficialmente deceduta, per lei è viva. Una scelta coerente, dettata dall’amore materno e dalla voglia di non arrendersi alle tante ipotesi e congetture fatte sulla scomparsa della figlia, la quale potrebbe aver volutamente fatto perdere le sue tracce.

Per il padre, invece, sempra un capitolo chiuso, poiché la considera morta nelle acque del Mississipi, ponendo fine a speranze e vivendo il suo lutto più che privatamente, mediaticamente (non solo in televisione e nei quotidiani, nelle riviste ma anche con l’uscita del libro).

Le recenti notizie hanno riaperto la speranza ma anche un capitolo che Al Bano considerava chiuso. Perché puntare immediatamente il dito sul giornalista che ha fatto il servizio accusandolo di voler fare solo speculazione e non verificare certe informazioni? Beh, riaprire una ferita ancora non completamente rimarginata è fonte di indubbio dolore, come lo è l’alimentare false speranze, ma se “finché c’è vita c’è speranza” perché rinunciare?

Fatto sta che puntando il dito sul giornalista si è tornati a parlare di lui; forse essendo un personaggio pubblico la cosa non poteva essere evitata, ma ci sono tanti personaggi pubblici che vivono il loro privato “privatamente” specialmente il dolore, ma si sa non tutti siamo uguali e se lui si è sentito di dover controbattere pubblicamente è giusto che lo abbia fatto, se lo scopo era quello di far tacere false voci, altrimenti c’è da riflettere.

One Response

  1. roberto fiasconaro 14 luglio 2011

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